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Sole a catinelle – Gennaro Nunziante, 2013

Prendere in giro chiunque senza distinzione di razza, orientamento sessuale o partito politico, cominciando sempre da se stesso, è il perno della maschera di Checco Zalone. Da Zelig al cinema, il comico è riuscito ad adattare i suoi sketch e le sue storie al diverso mezzo con cui le ha raccontate, senza perdere la più riuscita delle sue caratteristiche: l’espressione del volto inebetita, quel sorriso con cui finge di aver capito tutto e in realtà non ha capito nulla. Continua a leggere “Sole a catinelle – Gennaro Nunziante, 2013”

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Io, Arlecchino – Bini & Pasotti, 2015

Andremo a rileggerci un po’ di Commedia dell’arte. Nell’eccessiva convenzionalità della narrazione Io, Arlecchino ci lascia, insieme a una serie di aspetti non troppo lusinghieri, si nasconde anche una conseguenza positiva: quel richiamo ai classici che deve occupare la base della nostra educazione narrativa, mentre il brusio del contemporaneo ci accompagna e solo di tanto in tanto è in grado di sconvolgerci.

La prima cosa che ci colpisce è la lista infinita di finanziatori: è un dato di fatto che un film italiano abbia bisogno di recuperare capitali ovunque, per poter raggiungere le sale. Una vittoria per il singolo prodotto, forse, ma una sconfitta certa per un sistema che non è in grado da più decenni di sostentarsi da sé, come in un qualsiasi mercato culturale che riesce ad amalgamare intrattenimento, qualità, leggerezza, profondità. Qualità che spesso coesistevano nello stesso film, come un altro tipo di commedia – quella all’italiana – ci insegna.

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Smetto quando voglio – Sydney Sibilia, 2014

Rischiava di essere una copia sbiadita e pecoreccia di Breaking Bad, primo modello dichiarato e ribadito anche dai personaggi. Non è stato così, forse perché Smetto quando voglio non scimmiotta o (peggio) imita ingenuamente le serie TV americane, ma guarda alle radici del proprio genere e lo aggiorna, seppur senza brillare per originalità: la storia è proprio quella di un uomo che comincia a produrre e spacciare droga per necessità, come fa Walter White. Continua a leggere “Smetto quando voglio – Sydney Sibilia, 2014”

400 colpi (di tastiera) #12 – I soliti ignoti (Mario Monicelli), 1958

Una banda di poveri cristi, ladri improvvisati più comici che abili, mette in scena (sì, è proprio una messinscena) un furto tanto ambizioso quanto difficile, seppure riescano a superare tutte le difficoltà che li interrompono. Storia del cinema italiano e non solo, scritto, girato, diretto e prodotto dai soliti ignoti geni della commedia, all’italiana, ancora inarrivabili. Altro che pasta e ceci. I soliti ignoti, in … Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) #12 – I soliti ignoti (Mario Monicelli), 1958

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C’eravamo tanto amati – Ettore Scola, 1974

C’eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1974): cambia il regista, c’è un’attenzione maggiore sui contenuti politici e sull’evoluzione della società, ma un punto fondamentale rimane comune a Romanzo popolare: la nostalgia. Il film è infatti una carrellata sulla storia italiana che si mischia alle vicende personali di tre uomini, Gianni (Vittorio Gassman), Antonio (Nino Manfredi) e Nicola (Ste­fano Satta Flores), tutti innamorati, a turno e per … Continua a leggere C’eravamo tanto amati – Ettore Scola, 1974

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