400 colpi (di tastiera) # 25 – Restless (L’amore che resta, Gus Van Sant, 2011)

Non toccherà le vette dello humor funereo e irresistibile di Harold e Maude, ma #Restless (L’amore che resta) gestisce con sapienza una storia potenzialmente molto scivolosa. Se qualcuno morirà di cancro tra 3 mesi, infatti, un film mediocre sarebbe tentato di sbrodolarsi in tragedie reali ma inverosimili, mandare tutto in vacca con melensaggini irritanti o buttarla indelicatamente in caciara. No. L’amore che resta, in 400 … Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) # 25 – Restless (L’amore che resta, Gus Van Sant, 2011)

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400 colpi (di tastiera) #24 – L’ape regina (Marco Ferreri, 1963)

Basterebbe una foto come questa, che Marco Ferreri pone nel mezzo del suo film. Ma vogliamo aggiungere una battuta. L’Ape Regina è un film del 1963. Cinquant’anni, però, non sono evidentemente abbastanza per educare un pubblico, una comunità, uno Stato, ed estirpare il bigottismo che cresce dentro di noi, dallo spermatozoo al feretro. Un giorno anche noi saremo la Scandinavia del mediterraneo. L’ape regina, in 400 … Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) #24 – L’ape regina (Marco Ferreri, 1963)

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400 colpi (di tastiera) #23 – The Getaway (Sam Peckinpah, 1972)

Voglio uscire dal carcere un po’ prima di quanto la mia pena mi consenta: difficile. Ho una bella fidanzata: forse. Mi chiamo Steve McQueen e sono in un film di Sam Peckinpah: possibile. Devo fare una rapina per conto di un pezzo grosso, rischiando di morire, e di tutto questo mi ricordo con un ponte sonoro, un freeze frame, un flashback non annunciato. Fantastico. Tarantino … Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) #23 – The Getaway (Sam Peckinpah, 1972)

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The Knick #5 – #6

the-knick-5-6La quinta puntata di The Knick prosegue con i difetti che erano emersi nelle ultime due: ritmo un po’ blando, ripetitività delle situazioni – quello che ci interessa non è un campionario medico di tutte le operazioni più sanguinolente possibili, che entusiasma per la prima o la seconda volta – e nessuna scossa violenta che aumenti sul serio la tensione. Poche le novità: una è l’introduzione dei raggi X, che ora l’ospedale deve trovare il modo di pagare e gli sceneggiatori la maniera di rendere una spina nel fianco dei personaggi. Edwards, nel frattempo, espande ancora la rete dei suoi pazienti e si rende sempre più gigante del suo Kinckbrockers sotterraneo, e ci regala il secondo e ultimo momento emozionante della puntata: un nuovo metodo per operare un’ernia inguinale, proabile biglietto da visita per un suo ingresso ufficiale ai piani terra – non parliamo di quelli alti – dell’ospedale. Per non rendercelo troppo vincente, arriva puntuale la sua sconfitta: Thackery si prende cura di sua madre – roba di poco conto – prima che lui riesca ad arrivarci, con una decisione in contrasto con quella che Edwards avrebbe preso e che, per una volta, è più pertinente della sua. Una cosa che Thackery non sa fare, però, esiste: andare in bicicletta, pretesto realistico per allestire un’altro momento UST (Unsovled Sexual Tension) con la tanto carina miss Elkins. Continua a leggere “The Knick #5 – #6”

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Smetto quando voglio – Sydney Sibilia, 2014

Rischiava di essere una copia sbiadita e pecoreccia di Breaking Bad, primo modello dichiarato e ribadito anche dai personaggi. Non è stato così, forse perché Smetto quando voglio non scimmiotta o (peggio) imita ingenuamente le serie TV americane, ma guarda alle radici del proprio genere e lo aggiorna, seppur senza brillare per originalità: la storia è proprio quella di un uomo che comincia a produrre e spacciare droga per necessità, come fa Walter White. Continua a leggere “Smetto quando voglio – Sydney Sibilia, 2014”