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Suburra – Stefano Sollima, 2014

Ci hanno spiegato che, nella Roma di circa 2000 anni fa, la Suburra indicava le peggio zone della città: i luoghi dei piaceri più nascosti e i teatri degli affari più sporchi tra politica e criminalità organizzata – termini da scambiare a piacimento. Poi ci siamo evoluti, l’Impero è crollato ma la Suburra no: ha cambiato forma, nome, ha accompagnato e condizionato la storia sociale, politica e tecnologica di questi 2000 anni e ce la ritroviamo tra i piedi anche oggi. Anzi, forse siamo noi onesti a essere parassiti, a metterle sporadicamente i bastoni tra le ruote senza riuscire mai a fermarla. Viene da chiedersi se tutto questo male programmato sia il Primo Mobile della società o se ne sia un freno ma potremo rispondere a questa domanda solo quando l’avremo sradicato completamente. Ma poi cosa racconteremmo al cinema e nel prime time delle pay-tv? Continua a leggere “Suburra – Stefano Sollima, 2014”

Vizio di forma – Paul Thomas Anderson, 2014

Se anche Vizio di forma avesse una trama meno complicata (perché non è solo complessa, è proprio ingarbugliata) sarebbe comunque inutile spendere una sola riga a spiegarla, perché non è così importante. Nonostante siamo tendenzialmente sostenitori dei film con la trama e molto scettici per quelli in cui si nasconde o proprio non c’è (per essere chiari a costo di sacrificare un po’ di complessità), non possiamo non apprezzare questo film. Inherent vice, come recita il titolo originale, racconta la storia surreale di un investigatore perennemente sballato alle prese con la sua ex fidanzata e le rogne che si porta dietro. Doc Sportello (Joaquin Phoenix), questo il suo nome, viene infatti avvertito dall’ex compagna Shasta che qualcuno vuole rapire il suo nuovo amante. Contemporaneamente, un altro uomo (Owen Wilson, che non riusciremo mai a prendere sul serio e comunque non ce n’è bisogno) s’intromette nei piani di Doc: quando vorrebbe trovarlo non ci riesce, quando non si aspetterebbe di vederselo comparire davanti agli occhi è proprio lì. Il rapporto di odio-amore con un poliziotto (Josh Brolin), che vediamo sempre con una banana in bocca e mai con delle manette penzolare dalla cintura, contribuisce al brodo surreale e comico di cui si nutre il film, che si farà ricordare ben al di là della nuda trama. Continua a leggere “Vizio di forma – Paul Thomas Anderson, 2014”

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True Detective #7 – #8

Tu non sei nessuno senza di me, aveva detto Rust a Marty nella sesta puntata. Ma ora devono chiudere un conto in sospeso, continua Rust, senza che il collega voglia dargli retta. E ammettere il debito che l’ex investigatore ubriaco perenne gli contesta. Senza che ci spieghino cosa l’uno deve all’altro, i due si rimettono al lavoro sul caso irrisolto che li ha tenuti evidentemente … Continua a leggere True Detective #7 – #8

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True Detective #5 & #6

Guardando con più attenzione la sequenza della sigla, cecando di ignorare i titoli di testa che ci scorrono sopra, ho pensato: probabilmente, alla fine della stagione, potremo ricostruire la trama a posteriori senza guardare un solo episodio, ma solo guardando quella sequenza. Spuntano infatti un paio di personaggi che hanno avuto un ruolo poco chiaro ma hanno seminato tracce qua e là, ma che dovranno … Continua a leggere True Detective #5 & #6

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400 colpi (di tastiera) #1 – Sin City (Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Frank Miller), 2005

Fotografia da fumetto noir che esalta gli estremi dei toni chiari, scuri e dei mezzitoni (se esistono degli estremi nei mezzitoni); bianco&nero che lascia spazio solo al colore con un eccentrico ruolo narrativo; luoghi inesistenti, che sono solo spazi disegnati e stilizzati manco fossimo in Dogville; esaltazione di sentimenti forti, cuori infranti, vendette sanguinolente e ironia macabra. Sin City, in 400 colpi (di tastiera). Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) #1 – Sin City (Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Frank Miller), 2005

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