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La casa del buio – Stephen King e Peter Straub, 2001

Raccontare cosa racconta La casa del Buio (Black House) con discrezione e senza spoiler non è facile, ma ci sarebbe talmente tanto da spiegare che possiamo riuscirci, scegliendo con cura le cose da svelare.

La casa del buio è un romanzo che Stephen King ha scritto con uno dei suoi scrittori preferiti, Peter Straub, come lo stesso King racconta nel saggio-nostalgia Danse Macabre. Oppure è un libro che Peter Straub ha scritto con uno dei suoi ammiratori più accaniti.

Ammetto di non aver letto nulla di Straub, che non conoscevo prima di trovarne il nome sulla copertina della Casa del buio. Era nella mia libreria da almeno 10 anni, ma solo dopo aver sentito King tesserne le lodi in Danse Macabre, mi sono ricordato che forse sì, era il momento di tirarlo fuori di lì.

Ammetto però di aver letto un sacco di libri di Stephen King: quando era ancora Richard Bachman, quando si è lasciato attraversare dall’horror più macabro e quando invece ha indugiato nella narrativa a metà strada tra il thriller, il sovrannaturale – alla Stranger Things, per usare un riferimento contemporaneo – e il melodramma. Vi assicuro che, leggendo le pagine poco dopo la 300esima e le ultime righe, sarà melodramma la parola a cui penserete. 30 pagine al giorno, nel tragitto tra casa e lavoro, e in un paio di settimane lo avrete finito. Non se state guidando: in quel caso, sareste i protagonisti e non più i lettori di un romanzo di Stephen King.

La casa del buio, comunque, è la storia di un bambino che sparisce, poco dopo essere passato con la bicicletta davanti a una casa nera, che nessuno nota quando sarebbe opportuno farlo e che cambia continuamente forma, carattere. Una squadra di motociclisti e uno sbirro si mettono a cercarlo, scoprendo dei legami tra quella scomparsa e una serie di omicidi avvenuta anni prima per mano di un serial killer, il Pescatore.

Senza carrellare sulla storia letteraria delle case infestate, perché ci pensano già gli autori – anche proprio esplicitamente, dichiarandosi seguaci (eredi?) di Shirley Jackson, La casa del buio è anche un ponte – ma c’è qualcuno più qualificato di me per spiegarvelo.

La fonte dell’immagine è questa.

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