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Big Little Lies – Jean Marc Vallée, 2017

Fate entrare in una stanza Desperate Houseviwes e True Detective, spegnete la luce per qualche ora e poi entrate a sbirciare: ci troverete Big Little Lies.

Una serie che si prende sul serio quanto basta, lo stretto indispensabile per non cadere nell’auto-parodia (parodia che, invece, emerge eccome nei confronti della regina tra le serie sitcom-dramedy-mystery, appunto Desperate Houseviwes, che a sua volta non è poi così seriosa) e per creare quell’atmosfera di “non capisco perché sta succedendo ma so che sarò premiato, alla fine, in un modo o nell’altro”. True Detective, come detto, è uno tra gli esempi recenti più felici di tutto ciò.

Big Little Lies inizia con un cliffhanger – non un colpo di scena, un midpoint, ma proprio un cliffhanger: è morto qualcuno. Non ce lo dice nessuno, non lo intuiamo in alcun modo: lo sappiamo direttamente dal titolo del primo episodio. Non è un espediente narrativo per cui possiamo più sorprenderci, e forse non avremmo mai potuto farlo perché sono innumerevoli le storie in cui già sappiamo come andrà a finire. Ma non sappiamo chi e perché.

Prima di arrivare al dunque, Big Little Lies ci costringe a conoscere anche troppo intimamente le vite delle protagoniste: Madeline (Reese Witherspoon), Celeste (Nicole Kidman) e Jane (Shailene Woodley), tre casalinghe che non sono proprio disperate ma certo insoddisfatte, frustrate dal quotidiano che, difficilmente, riescono a edulcorare oltre i pettegolezzi da bar. La prima non ha mai metabolizzato il divorzio dal primo marito, la seconda ha messo da parte la carriera e lasciato i riflettori tutti per il marito, la terza deve crescere da sola un discolo.

L’attenzione morbosa riservata al loro presente e soprattutto al loro passato recente, che poco alla volta impariamo essere necessaria per gli interrogatori seguiti all’omicidio – montati parallelamente alla traccia narrativa principale, praticamente sempre con i tempi giusti – è continuamente stemperata da una colonna musicale che le fa da contrappunto, molto più rilassata. Lo stesso contrasto che permette all’acqua di infrangersi con dolcezza e poi con violenza sugli scogli: nasce qualcos’altro. Schizzi, una fontana, la schiuma: tre gradi di violenza e di comunione tra le mamme sincere tra loro e bugiarde col resto del mondo. Come lo saremmo anche noi.

La foto in evidenza è tratta da Pixabay.

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