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Your Name – Makoto Shinakai, 2016

Your Name racconta la storia di due ragazzi, Taki (lui) e Mitsuha (lei) che un giorno si risvegliano l’uno nel corpo dell’altra. Vivono, mangiano, piangono e si rincorrono, imparando ogni giorno a scoprire qualcosa di sé, dell’altro e a influire in maniera apparentemente innocua sulle proprie vite. Forse ancora inconsapevoli di ciò che stanno sognando o (ri)vivendo, si scambiano degli indizi che saranno necessari, un giorno, a fermare (per sempre?) le sliding doors che li separano.

È diventato in poche settimane il quarto film più visto di sempre in Giappone, e anche in Italia ha raccolto ottimi risultati. Meritatamente, perché Your Name racconta con dolcezza e precisione ciò che di più sfumato e impreciso c’è nelle nostre vite, sempre: il sogno, sotto forma di passato, futuro, ricordo alterato. Finché siamo adolescenti, però – ma spesso anche più in là – c’è qualcosa di ancora più instabile ed effimero di un sogno: è l’identità, che Taki e Mitshua costruiscono soprattutto avvicinandosi a quello che non sono e allontanandosi da quello che non vorrebbero essere.

Carrellate e panoramiche di boschi e laghi si alternano a immagini di ciò che, di una metropoli come Tokyo, è arrivato in periferia: versanti di una montagna asfaltati, che per questo sembrano ancora di più a strapiombo sull’acqua; un distributore automatico di bibite; le ombre dei grattacieli riempite dal verde forzato piantato lì solo per alleggerire il peso del cemento. Immergendosi reciprocamente in un mondo conosciuto da lontano, fino a quel momento, lui e lei sono come il topo di campagna e quello di città che casualmente – sempre casualmente, anche se col passare del tempo ci fanno l’abitudine – si scambiano i corpi e si connettono in profondità, si trovano senza essersi cercati. Il passo più difficile, quando cala il sole, è trattenere la memoria di tutto questo è cercarsi e anche trovarsi.

Un modo per riavvolgere il tempo (piccolo spoiler), riappropriarci di ciò che più di ogni altra cosa ci tiene in vita: il sogno, ancora, che rimane tale solo finché si continua a cercare di ricordarlo senza riuscirci completamente.

5 pensieri su “Your Name – Makoto Shinakai, 2016

    1. L’ho visto al cinema, un giorno prima che finisse la programmazione 🙂 Magari in streaming su mymovies, chili, netflix o da qualche altra parte dovrebbe esserci o uscire a breve. Dove hai cercato?

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