land-of-mine-recensione

Land of Mine – Martin Zandvliet, 2016

Land of Mine: un’espressione ambigua che racconta in modo succinto ed esaustivo lo spirito di un film complesso, pieno delle contraddizioni che ci fanno così affascinanti. Anche il titolo originale, Under sandet, non scherza in quanto a polisemia e comunica chiaramente le emozioni contrastanti di quegli uomini costretti ad affrontare una guerra, a rimettere a posto i cocci dopo che niente è andato come si era previsto – sempre. Proprio il racconto senza -ismi di queste contraddizioni rende Land of Mine un piccolo capolavoro. Non è un altro film sul nazismo perché esplora ciò che la maggior parte di essi non mostrano: la debolezza e l’innocenza, insieme alla comprensibile incoscienza, di chi più soffrirà la guerra perché se ne ricorderà più a lungo. Se sopravvive.

Dei ragazzini tedeschi che il sergente danese Carl Leopold Rasmussen dovrà guidare, infatti, il più vecchio non avrà nemmeno vent’anni. Se ognuno di loro non vorrà averne venti in eterno dovrà imparare a non saltare su quelle mine nascoste per tutta la costa occidentale della Danimarca. I tedeschi ce le hanno messe e loro stessi le toglieranno. Ma come si può addossare la responsabilità di una guerra a dei ragazzini? Meglio loro che noi, ripete il tenente Ebbe allo stesso Carl che lo prega di lavorare con dei “soldati più esperti”, tentativo disperato e maldestro di salvare la vita di chi potrebbe essere suo figlio, che fino a qualche giorno prima aveva trattato col disprezzo e col razzismo di ritorno che secondo lui tutti i tedeschi, tutti, si sarebbero meritati.

Quei ragazzini, invece, che pure ce la mettono tutta per sopravvivere, oggi, e trovare una ragione per svegliarsi domani, non possono contraddire la Storia: qualcuno morirà, qualcuno riuscirà a fuggire. Non prima di aver messo in scena una narrazione avvincente perché realistica e discreta, anche quando qualcuno di loro esplode all’improvviso. Il bene e il male non sono – mai – a destra o a sinistra ma si rincorrono e si confondono.

Non è piacevole scoprirsi a parteggiare per qualcuno, sentirsi in colpa e passare dall’altra parte, ma non riuscire comunque a trovare pace: questa è la sensazione più ricorrente che suscita Land of Mine, accompagnata da una tensione sempre presente. Il migliore esempio, uno dei tanti che testimoniano la bontà della scrittura, è una tra le prime sequenze del film: i soldati devono disinnescare la loro prima vera mina. Proprio quando stiamo per restare delusi da un’attesa inappagata…

Commenti? :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...