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Alla ricerca di Dory – Andrew Stanton, 2016

Dory, in Alla ricerca di Nemo, interpreta la parte di un pesciolino smemorato ma molto volenteroso: è disposta a fare qualsiasi cosa pur di aiutare Marlin a fare ciò che non ricorda, per un motivo che si è dimenticata. Proprio per questo motivo è facile affezionarsi a lei, ingenua tenera e testarda com’è. La forza del personaggio deriva proprio dall’essere una spalla, inserendosi di soppiatto con le sue gag quando meno ce l’aspettiamo – e sappiamo che in una coppia comica è questo il ruolo più difficile.

Quando tocca a lei essere protagonista, il paradosso su cui si regge il film si fa più grande. Sono i suoi “aiutanti” che devono spingerla a seguire la sua strada, lei che fino a quel momento aveva solo seguito qualcun altro, cercando di limitare i danni. Alla ricerca di Dory, invece, la mette nelle condizioni di dover guidare la ciurma, compito che incarna con la consueta testardaggine ma che forse non è così calzante per il suo personaggio: Dory era più convincente come spalla.

Il Pixar touch, nonostante ciò, è la solita garanzia di divertimento e della presenza di tanti rimandi, più o meno espliciti, all’universo Disney. Si parte da alcuni luoghi e sequenze necessari per stabilire un legame molto stretto con il primo capitolo della saga: l’attraversamento dell’oceano, guidati nella corrente dalle tartarughe; il promontorio/confine tra l’insenatura dove vivono Nemo e Marlin, comfort zone dei sentimenti, e quello stesso oceano, sinonimo allo stesso tempo di insicurezza e del coraggio necessario per sconfiggerla. Si prosegue con il personaggio più divertente di tutti, il polpo irascibile Hank, che tanto ricorda Sebastian della Sirenetta, e con altri compagni d’avventura che contribuiscono con i loro improbabili e adorabili difetti alla missione di Dory.

Impreziosisce il racconto Piper, il cortometraggio diretto da Alan Barillaro: la storia di come si può contraddire la propria natura, vedere che non è poi così male e continuare a farlo, se il risultato è quello di essere felici.

4 pensieri su “Alla ricerca di Dory – Andrew Stanton, 2016

  1. Ho visto proprio ieri al cinema questo cartone e mi è piaciuto molto, cosi come il suo predecessore. L’ho trovato divertente, stimolante per i bambini e penso sia sempre positivo far capire ai più piccoli quanto possa essere negativo strappare gli animali dal loro habitat naturale. Due ore spensierate da passare con la famiglia.

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      1. Se lo guardano insieme a persone che sanno guidarli penso di si. Spesso i bambini arrivano al nocciolo della questione molto prima degli adulti.
        È molto probabile che il primo pensiero quando hanno visto gli occhioni di Dory sia stato “Lo voglio!” perché è stato anche il mio, ma poi continuando a vedere il film magari è cambiato 😉😉

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