10_cloverfield_lane_recensione

400 blows #93 – 10 Cloverfield Lane, Dan Trachtenberg, 2016

Quando hai ideato Lost non puoi liberarti dei tropi che hai reso celebri, pur non avendoli inventati. L’invasione aliena e il mostro che non si mostra, l’enorme botola piena di cibo ma soprattutto musica e VHS, quell’aura d’inquietudine che più c’è un tappeto sonoro allegro e più ti assale. Parte come Saw, finisce come Alien, cresce con un accumulo moderato di ansia. Stavolta J.J. Abrams sta schiscio.

If you create Lost you can’t get rid of the tropes you made well-known, even if you didn’t invent them. The alien invasion and the monster who doesn’t show up, the hatch full of food but above all music and VHS, that kind of unsettling aura that flood into you exactly when the most cheerful music is on. It begins like Saw, it ends like Alien, it grows by calmly piling up some anxiety. J.J. Abrams keeps a “low profile”.

10 Cloverfield Lane, in 400 blows

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