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Nina Forever, recensione – Ben e Chris Blaine, 2015

I giudizi della critica raccolti da Metacritic e Rotten Tomatoes su Nina Forever sono molto positivi. Secondo il parere del pubblico, invece, che si tratti di Rotten Tomatoes o Imdb, il film non raggiunge nemmeno la sufficienza. Solo gli utenti di Metacritic sembrano aver apprezzato la pellicola. Stiamo suggerendo lo stereotipo del film indipendente/astruso amato dai critici e non capito dalla gente comune, dai gusti mediamente rozzi? Il pubblico di Metacritic, allora, è per il 76% fuori dal comune? Di cosa parla questo film?

Nina Forever racconta la storia di due neofidanzati, Rob e Holly, un po’ sui generis e sociopatici (più lui che lei), che si trovano, si piacciono e s’innamorano. Lavorano in un supermercato, lei cassiera che vuole essere “dark”, lui magazziniere che forse vorrebbe solo essere lasciato in pace ma che non resiste al sapore della fi…gura femminile. C’è una cosa, però, che Holly non sa: l’ex ragazza di Rob è morta qualche tempo prima in un incidente stradale. Se ne accorge durante il primo amplesso, quando una mano insanguinata le afferra i piedi e la fa gemere di piacere. È la mano di Nina.

Pur non sognandosi mai di usare tutto quel sangue, pur non potendo mostrare nudi e forse senza nemmeno girarlo a colori, Hitchcock non avrebbe disdegnato questo film. Ha l’ironia della Congiura degli innocenti, il gusto per il macabro di alcuni suoi capolavori (Psycho, Gli uccelli o Nodo alla gola, per esempio) e di tanti episodi della celeberrima serie TV che ha creato. È una love-horror-story che non fa davvero paura, ma che t’insinua sottopelle quel tanto d’inquietudine che basta a farti pensare: cosa succederà, la prossima volta che farò io l’amore? Meno assurdo di Spring, meno stilizzato e sentimentalistico della Sposa cadavere, Nina forever conserva comunque una nota di romanticismo – nel senso originario del termine, dove l’amore e la morte si rincorrono senza posa finché l’uno non vince l’altro. Rob e Holly non vogliono rinunciare al loro idillio rossiccio ma un ménage à trois non è facile a gestirsi. Soprattutto finché non riusciranno a capire perché Nina (Fiona O’Shaughnessy, la conoscete?) continua a ripresentarsi, tanto affascinante quanto sfigurata. Buona visione!

3 pensieri su “Nina Forever, recensione – Ben e Chris Blaine, 2015

  1. Meno male che hai scritto questo post! Tempo fa mi ricordo di aver visto un trailer e mi ero convinto che avrei dovuto vederlo. Poi è finito nell’oblio. Adesso ho un’altra buona ragione per cercarlo e finalmente vederlo!

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