Moondance

Visioni periferiche

Dieci film, tre giorni, una sala: Moondance è la rassegna cinematografica che si terrà dal 26 al 28 febbraio al cinema Barrio’s, nella periferia meridionale di Milano. Giovanni Dall’Avo Manfroni, che ha organizzato l’evento, mi ha raccontato la genesi del progetto.

Cos’è Moondance e com’è nato?
Il progetto Moondance è una rassegna cinematografica ospitata dal cinema Barrio’s durante la quale saranno proiettati alcuni tra i film della Wanted, il distributore per cui lavoro. È nato perché volevo portare in periferia il cinema documentario, ricercato, anche impegnato socialmente. Si tratta di un cinema troppo spesso offuscato dal mainstream, che certo riflette anch’esso la società, ma non ci si può limitare solo a mostrarla. Bisogna provare anche a cambiarla.

Quali sono in film in programmazione?
Ho scelto alcuni titoli del catalogo Wanted, tra cui The Wolfpack, un dittico di film sul writer Banksy – Exit Through the Gift Shop e Bansky Does New York Movie – o The Green Prince, basato sulla storia del figlio del leader di Hamas, Hassan Yousek. Ci tengo anche a ricordare Alla ricerca di Vivian Maier, che dopo due anni è ancora in programmazione al cinema Beltrade.

Sono titoli che in apparenza non hanno molto in comune l’uno con l’altro…
Le storie sono diverse, è vero, ma sono accomunate dal coraggio sociale e politico che i personaggi imprimono alle loro azioni – anche se parliamo di documentari, se finisci in un film diventi comunque un personaggio. I ragazzi di The Wolfpack hanno avuto la forza di evadere dalla loro prigione domestica, Banksy di diffondere la sua arte nonostante i rischi che correva, Vivian Maier di scattare fotografie spesso dolorosamente sincere. Sono tutti racconti sperimentali: Banksy, forse uno tra i più audaci, è un film in cui il protagonista è assente. Autoritratto Siriano, un altro dei nostri film in programma, racconta una violenza forse fin troppo cruda, decisamente impopolare, ma bisogna trovare il coraggio per raccontare anche storie come queste: quello che succede in Siria è reale, va documentato.

Perché hai scelto proprio il Barrio’s e la periferia a sud di Milano?
La Barona è la zona in cui ho sempre abitato e desideravo portare il cinema anche qui, soprattutto in una sala singola o comunque un luogo che non fosse un grande centro commerciale. Il Barrio’s, poi, riflette lo spirito di un intero quartiere. All’apparenza è un luogo abbandonato ma in realtà ha un’identità solida, che i ragazzi del cinema contribuiscono a tener viva attraverso il cinema stesso. Ogni mese, infatti, il Barrio’s ospita un cineforum che funziona come momento di aggregazione e dialogo, lontano dallo stereotipo del pubblico di periferia come “bocca buona”, che si accontenta solo di intrattenimento spiccio, di un cinepanettone o di un paio d’ore di fronte a un reality show. Parlo anche per esperienza personale: ho sempre abitato qui e credo nella ricchezza della periferia, la vedo come una risorsa e non come un problema.

Hai incontrato delle difficoltà nell’organizzazione di Moondance?
L’unico vero problema che ho dovuto affrontare è stato la mancanza di tempo. Ho investito ogni attimo libero che avevo a disposizione, ore di sonno perso comprese, ma sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Ho pensato che il cinema di Wanted fosse adatto a quello che avevo in mente, intriso com’è di storie che parlano di frontiere identitarie e culturali, e il fatto che il Barrio’s abbia sposato le mie intenzioni mi ha motivato a portare a termine il progetto. Abbiamo anche coinvolto alcuni rapper della zona, per sviluppare delle serate cinematografico-musicali in cui si possa conoscere la musica che nasce in questo territorio.

Che accoglienza speri di trovare?
Non voglio pensare a come sarà accolto ma ho fiducia che Moondance troverà un suo pubblico affezionato, anche se di nicchia. Se devo confessare una speranza, però, è la possibilità di ripetere anche in futuro un’esperienza simile. Sarebbe fantastico organizzare un festival interamente dedicato ai migliori documentari usciti in Italia e portarlo qui a Milano, in periferia. Nella mia periferia.

Commenti? :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...