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Qualche nota sulla seconda stagione di The Knick

La prima stagione di The Knick si era conclusa con un’inquadratura più eloquente di qualsiasi dialogo: il chirurgo più abile e più cocainomane di New York, il rispettabile (una volta, forse) Dr. John Thackery, è su un letto in un primordiale centro di recupero per tossicodipendenti, in preda alle convulsioni. Il suo volto, sullo sfondo ma ravvicinato e schiacciato davanti ai nostri occhi grazie al … Continua a leggere Qualche nota sulla seconda stagione di The Knick

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Due o tre cose che ho imparato su Miyazaki e sullo Studio Ghibli

I film di Hayao Miyazaki e tutti gli altri realizzati dallo Studio Ghibli possiedono alcune peculiarità che li rendono immediatamente riconoscibili agli spettatori e che, allo stesso tempo, ci mettono di fronte al dubbio che ogni narratore vorrebbe suscitare nel suo pubblico: che succede, adesso? Il principio secondo cui il finale di una storia (ma anche il resto del racconto, potremmo aggiungere) dev’essere necessario ma … Continua a leggere Due o tre cose che ho imparato su Miyazaki e sullo Studio Ghibli

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Il figlio di Saul – László Nemes, 2015 – Recensione

pubblicato su: Cinema4stelle Due film sul nazismo altrettanto insoliti usciranno a gennaio 2016: Il labirinto del silenzio, del quale abbiamo giù scritto qui, e Il figlio di Saul (Saul Fia), vincitore del Festival di Cannes 2015. Disturbante a partire fin dalla prima inquadratura, Il figlio di Saul dichiara subito la sua prospettiva: quella di una semi-soggettiva che raramente si allontana dal protagonista e lo segue … Continua a leggere Il figlio di Saul – László Nemes, 2015 – Recensione

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Steve Jobs – Danny Boyle, 2015 – Recensione

pubblicato su: Cinema4stelle Se cercate una ricostruzione documentaria della vita di Steve Jobs, rimarrete delusi. Com’era successo per The Social Network, infatti, Aaron Sorkin – questo è un film in cui la sceneggiatura sottomette ogni altro elemento, insieme alla recitazione – racconta un personaggio pubblico mettendo in mostra i tratti più personali e privati del suo carattere. A costo di trascurare o sacrificare qualcosa che … Continua a leggere Steve Jobs – Danny Boyle, 2015 – Recensione

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Il labirinto del silenzio – Giulio Ricciarelli, 2014 – Recensione

Ricciarelli, 50 anni e figlio di immigrati italiani, è bravo a raccontare qualcosa che “nessuno ha visto” senza farcela vedere. Possiamo solo guardare – da lontano – registri e faldoni pieni di nomi, inchiostro, memoria collettiva che finalmente si mette al servizio della società. Scrive un altro scampolo di Storia, dimostrando che non conta che “tutti erano nazisti, non avevano scelta”. Pagheranno. Continua a leggere Il labirinto del silenzio – Giulio Ricciarelli, 2014 – Recensione

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