Vizio di forma – Paul Thomas Anderson, 2014

Se anche Vizio di forma avesse una trama meno complicata (perché non è solo complessa, è proprio ingarbugliata) sarebbe comunque inutile spendere una sola riga a spiegarla, perché non è così importante. Nonostante siamo tendenzialmente sostenitori dei film con la trama e molto scettici per quelli in cui si nasconde o proprio non c’è (per essere chiari a costo di sacrificare un po’ di complessità), non possiamo non apprezzare questo film. Inherent vice, come recita il titolo originale, racconta la storia surreale di un investigatore perennemente sballato alle prese con la sua ex fidanzata e le rogne che si porta dietro. Doc Sportello (Joaquin Phoenix), questo il suo nome, viene infatti avvertito dall’ex compagna Shasta che qualcuno vuole rapire il suo nuovo amante. Contemporaneamente, un altro uomo (Owen Wilson, che non riusciremo mai a prendere sul serio e comunque non ce n’è bisogno) s’intromette nei piani di Doc: quando vorrebbe trovarlo non ci riesce, quando non si aspetterebbe di vederselo comparire davanti agli occhi è proprio lì. Il rapporto di odio-amore con un poliziotto (Josh Brolin), che vediamo sempre con una banana in bocca e mai con delle manette penzolare dalla cintura, contribuisce al brodo surreale e comico di cui si nutre il film, che si farà ricordare ben al di là della nuda trama. Continua a leggere “Vizio di forma – Paul Thomas Anderson, 2014”

400 colpi (di tastiera) # 20 – Whiplash (Damien Chazelle, 2014)

Faster. Faster! Non importa quanto veloce e violento Andrew picchi sul rullante, quanto sangue le sue mani lascino sulle bacchette: Terence, il suo insegnante, pretenderà sempre di più. Come tutti gli stronzi, i maestri che non riescono a vedere il confine tra agonismo e crudeltà. Per fortuna. Sono viscidi, soli, forse un po’ frustrati, ma anche loro hanno un talento: evaginare quello degli altri. Whiplash, … Continua a leggere 400 colpi (di tastiera) # 20 – Whiplash (Damien Chazelle, 2014)

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Selma. La strada per la libertà – Ava DuVernay, 2014

Ogni epoca deve fare i conti con le sue battaglie, i suoi terrorismi. Ogni decennio, per non uscire dai confini del solo Novecento. Adesso è il fondamentalismo islamico a farla da padrone, in maniera più esplicita e spettacolare, ma in passato (e anche nel presente, a voler fare i puntigliosi) discriminare categorie considerate più deboli come le donne, i gay, gli atei o gli “infedeli” era (è) routine. Deboli perché discriminati o viceversa? Non c’è una risposta precisa, anche se l’immagine più esplicativa assomiglierebbe a un Ouroboros, il drago cinese che si morde la coda e rappresenta la ciclicità della vita. Non mi piaci quindi ti discrimino e se tutti ti discriminano mi convinco che magari c’è un pretesto oggettivo per emarginarti, perché sei inferiore, e quindi continui a non piacermi. Continua a leggere “Selma. La strada per la libertà – Ava DuVernay, 2014”