The Knick #3 & #4

the knick-3-4Sei molto bravo a gestire situazioni inaspettate”: glielo dice l’ex moglie di Thackery, quando va da quello che solo per un intervento sarà il suo dottore. Si riferisce alla calma con cui l’accoglie, per nulla impressionato dalla protesi che indossa al posto del naso che non ha più. Il suo attuale marito, infatti, gliel’ha tagliato dopo essersi fatto scoprire con un’altra, cosa di cui mai sarebbe stato capace John: la abituava ad altri tipi di imprevisti. Come probabilmente lo erano la maggior parte delle malattie che oggi curiamo senza alcuna difficoltà, ma nel primo Novecento si poteva anche morire di ernia del disco.

Thackery, però, non è il solo genio dell’imprevisto, anzi: la sua controparte che lavora nei sotterranei dell’ospedale, Edwards, ha messo in piedi una struttura che potrebbe benissimo fargli concorrenza, non fosse per la scarsità di mezzi, personale, luce solare. Il suo studio clandestino è tanto precario quanto è vasta la sua conoscenza, anche più grande di quella di Thackery, ma la sfortuna di essere nato nero lo costringere a vivere una vita meno dignitosa di quella del padre, solo cocchiere al servizio di chi ha concesso al figlio quel posto in ospedale. Non è lontana la soglia della disperazione, per lui, più abituato a vedere interiora umane che sorrisi.
Il suo riscatto, però, riesce a non farlo sprofondare completamente: riesce finalmente a mettere le mani in pasta, facendo sfigurare il suo collega – potrebbe essere un suo allievo – e restando muto, alla sua richiesta di aiuto, finché non riceve il bisturi nelle sue mani. Insieme con un pugno in faccia, che puntuale stimola la battuta razzista del giorno di Thackery: “La prossima volta prendilo a calci”.

Potremmo pensare che si tratti di due grandi puntate, visto quello che si è appena detto: in realtà sono più fiacche delle precedenti: qualche tempo morto di troppo, in cui sorprendiamo i personaggi a fare cose che già ci aspetteremmo da loro ma che non sono legate ad alcuna circostanza specifica. Qualche novità, però, c’è: l’infermiera ammaliata da Thackeray, miss Elkins, trova il coraggio di seguirlo, lei in bici e lui in carrozza, nella fumeria d’oppio dove va dopo il lavoro. Resta da capire se sarà lei a riportarlo in carreggiata o se, al contrario, sarà trascinata dalla sua composta dissoluzione.

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