Tutte contro lui – Nick Cassavetes, 2014

tutte-contro-lui-locandinaUna moglie capisce che il marito la tradisce: scopre dove lavora la sua amante, senza riuscire a urlarle contro. Diventano amiche. Cercano un modo per coglierlo entrambe sul fatto, fronteggiando il suo fascino, finché non scoprono che ha una terza storia: ora sono tre le donne in cerca di vendetta. Ma è tutto ciò verosimile e non stucchevole (anche per colpa del doppiaggio), non per la storia in sé ma per il modo in cui è gestita? Perché è vero che, in una commedia, i limiti della sospensione dell’incredulità sono ancora più elastici, ma è pure vero che, per poter essere scavalcati senza conseguenze, vanno supportati da una dose di umorismo inattaccabile e dolorosa, per mascelle e addominali. Tutte contro lui, però, non è in grado di soddisfare queste richieste: è una commedia gradevole, in alcuni momenti, più noiosa in molti altri. Il problema principale è la gestione dei tempi: sarebbero potuti essere molto più contratti, visto che l’interesse principale non è tanto sapere cosa succederà – si può verosimilmente prevedere che le tre donne diventeranno amiche grazie a un problema comune – ma come accadrà, quanto si riderà, quanto sarà soddisfatta la sete di rivalsa delle donne prese in giro. Quello cui assistiamo, invece, è un protrarsi troppo a lungo di situazioni che si potevano liquidare in un tempo più breve, come i ripetuti bollettini sull’evoluzione del rapporto moglie-marito – è anche a causa del personaggio della moglie, patologicamente insicuro e indeciso, ma un po’ annacquato – e un restringersi in pochi minuti di momenti che avrebbero richiesto più profondità, se non temporale almeno narrativa, come la nascita dell’amicizia tra moglie e prima amante. L’attenzione riservata agli ambienti, interni ed esterni e alla caratterizzazione dei personaggi, insomma, supera di gran lunga quella verso i loro caratteri e verso la storia: un peccato, perché smussare tre archetipi femminili così diversi poteva condurre a una narrazione più complessa e più divertente. Se fossimo maliziosi penseremmo che è una pezza per coprire un buco, ma forse basta essere spettatori attenti ed esigenti per capire che, in questo modo, non si fa altro che esaltare il buco stesso. Non è necessario che lo svago coincida con la frivolezza.

Ecco l’articolo su Cinema4stelle.

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