The Grey – Joe Carnahan, 2012

Un branco di uomini contro un esercito di lupi: un Grande Fratello tra le nevi e le montagne dell’Alaska e un sempreverde conflitto tra l’uomo e la natura, ma il gioco non si conclude con la nomination e l’uscita dalla casa. C’è solo la morte, così rapida che non si ha nemmeno il tempo di urlare.

John Ottway (Liam Neeson) lavora in una raffineria, ma è un cecchino: ha il compito di proteggere gli altri lavoratori dagli animali che potrebbero avvicinarsi agli stabilimenti. Poco tempo dopo la partenza per tornare a casa, l’aereo sul quale tutti viaggiano precipita distrutto da una tormenta di neve. Il carattere risoluto di John s’impone subito, prendendo le redini della situazione e dividendo i compiti tra i 7 sopravvissuti. L’obiettivo di sopravvivere si configura di volta in volta sotto forma di traguardi più concreti, la cui difficoltà si amplifica a dismisura in un inferno di neve: accendere un fuoco; uscire vivi da una notte di sonno nei resti dell’aereo; raggiungere una foresta per trovare riparo dai lupi; allontanarsi dalla loro tana. Ma dov’è, la tana?

Ogni personaggio ha un carattere preciso, funzionale all’avanzamento della storia e annacquato solo un po’ dai dialoghi, della cui riduzione il film avrebbe anzi tratto beneficio. La tensione, comunque, si percepisce tutta e in varie forme: claustrofobia, sorpresa, suspense – in misura minore delle altre. Un altro film, 127 ore, era riuscito a suscitare una simile sensazione di impotenza e frustrazione, condita in quell’occasione dai colori e dalle temperature calde dei canyon. Questa volta, invece, l’ansia è alimentata da luogo e clima delle riprese agli antipodi: l’Alaska è in realtà la Columbia, set naturale che gli attori e la troupe hanno sopportato dal vivo, secondo le testimonianze del protagonista. Anche alcuni dei lupi erano animali reali, addestrati; gli altri invece sono nati grazie alla mano irriconoscibile, proprio perchè incredibilmente realistica, di Greg Nicotero. Come truccatore e responsabile degli effetti speciali, infatti, Nicotero ha preso parte a moltissimi film, ma da circa 3 anni è sicuramente la serie The Walking Dead a mettere in evidenza il suo talento. The Grey, che ne beneficia soprattutto perchè non ne abusa, è popolato da creature indistinguibili dai loro modelli reali, che trasmettono un inquietudine forse maggiore: conoscono il destino di quegli uomini ma non farebbero nulla per risparmiarli. Come se fossero attraversati non solo dal loro istinto, ma da un sadismo che si, li avvicina alla crudeltà dell’uomo.

Ho già pubblicato quest’articolo su Cinema4Stelle

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