Goodbye Lenin! – Wolfgang Becker, 2003

Non rientra nella rubrica ABCinema solo perchè la lettera G è già occupata da Gangs of New York e dovremmo aspettare la fine del primo giro d’alfabeto prima di liberarla, ma Goodbye Lenin! merita senza dubbio un posto nella memoria di un cinefilo: soprattutto perchè è uno di quei film che trova un equilibrio perfetto tra tragedia e commedia, che sembra la soluzione più adatta per raccontare una storia come questa.

Il protagonista di questa storia è Alex, figlio di una fervente sostenitrice della Repubblica Democratica Tedesca, Christiane. Nemica accanita del capitalismo e di tutti i falsi miti che l’Occidente diffonde e che, a quanto pare, attecchiscono anche nella sua patria, Christiane non fa in tempo a vivere un punto di non ritorno nella storia del ‘900. Lo stesso che Eric Hobsbawm definisce come conclusione del Secolo breve: la caduta del muro di Berlino, poco prima della quale Christiane entra in coma.

Il compito di Alex è quello di prendersi cura della madre dopo il risveglio, insieme alla sorella e alla fidanzata, infermiera proprio della madre. La missione più delicata, però, è quella di tenerle nascosta la caduta del muro e l’invasione del capitalismo anche in quella parte della città e del Paese. Vivere in un paradosso temporale per cui il presente reale non deve mai entrare a contatto con Christiane, per scongiurare uno shock che potrebbe essere letale; ricreare un limbo ad hoc in cui la madre possa sopravvivere e riprendersi lentamente.

Se questo segreto non è facile da mantenere, stimola però la creatività e l’audacia di Alex e di un suo complice, Denis: i ragazzi s’inventano una cornice precaria ma efficace per contenere il neonato paese delle meraviglie e non si dimenticano di dettagli pratici e apparentemente insignificanti. Come reperire, infatti, un barattolo di cetrioli sott’olio tanto amati da Christiane ma scomparsi dalla circolazione? Come giustificare un enorme cartello pubblicitario della Coca Cola che si srotola da un palazzo? Come tenere informata Christiane selezionando accuratamente le informazioni da somministrarle?

Come non restare affascinati da Goodbye Lenin!, infine: una storia perfettamente in equilibrio tra dramma e commedia che, partendo da un contesto storico molto specifico, riesce a parlare senza pesantezza di valori universali. 

Un pensiero su “Goodbye Lenin! – Wolfgang Becker, 2003

  1. Assolutamente film bellissimo! scorrevole e preciso, con un protagonista bravo (non a caso tarantino se l’è preso per Bastardi senza gloria) e una trama veramente ispirata e coinvolgente. top!

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