The Story of Film. An Odyssey – Mike Cousins, 2012

…è la passione che muove il cinema!

The Story of Film – An Odyssey si presenta davvero come un’odissea nella storia del cinema: un viaggio senza ritorno, durante il quale è facilissimo perdere la rotta e l’obiettivo rimanendo incantati dalle meraviglie che si trovano lungo la strada. È un documentario che tutti dovrebbero vedere e che chiunque non abbia pregiudizi nei confronti di questa forma d’arte può apprezzare.

La forma scelta da Mike Cousins si avvicina al più classico esempio di documentario, l’unico che il pubblico di massa conosce perchè è l’unico che i media diffondono regolarmente, pur sempre negli esigui spazi che gli sono dedicati: immagini di repertorio come soggetto, inframezzate da interviste, e una voce narrante che spiega e commenta e non nasconde in alcun modo la profonda conoscenza e la profonda passione per il cinema; due reciproche influenze che l’autore spera evidentemente di trasmettere a uno spettatore non così erudito ma anche con un briciolo di humus da sfruttare, coltivare. Quanti registi o sceneggiatori o professionisti del cinema in generale sono nati e cresciuti proprio in un cinema, guardando più e più volte lo stesso film con un solo biglietto?

The story of Film comincia in medias res, con immagini di Spielberg, Ozu, Kieslowski: paradigmi tanto divesi quanto affascinanti e memorabili di fare cinema. Seguono Carol Reed, Godard e Scorsese in un gioco metalinguistico di influenze, passando per le grandi esclusioni razziste che buona parte della storia del cinema include. E questa è solo l’introduzione, che non potrebbe essere un preludio più invitante e che introduce la gestazione e nascita del cinema, gli anni tra il 1895 e il 1920. Tutte le tappe fondamentali e talvolta sconosciute del cinema delle origini sono ricordate in maniera concisa: i fratelli Lumière e le prime proiezioni pubbliche; Thomas Edison e il kinetoscopio, in cui guardare immagini in movimento uno alla volta; il primo studio, il Black Maria; Melies e l’invenzione degli effetti speciali; i fasti del cinema scandinavo degli anni ’10; ma soprattutto il ruolo di donne, ebrei e immigrati: emarginati che si preferiva si dedicassero a questo gingillo di poca importanza piuttosto che ad altri lavori più dignitosi. Attraverso curiosità, grammatica del cinema e nascita dello star system in Europa, poi industrializzato a Hollywood, il primo episodio della serie An Odyssey percorre la primissima infanzia del cinema, che dopo solo 20 anni sembra già al culmine delle sue possibilità. È appena cominciato, ma la genetica non mente.

Ho già pubblicato quest’articolo su Cinema4stelle.

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