Fino all’ultimo respiro – Jean-Luc Godard, 1960

Fino all’ultimo respiro è uno di quei film che, se visto con un minimo di conoscenza di storia del cinema alle spalle, può essere apprezzato e capito (molto) di più di quanto non si potrebbe fare a una prima visione vergine. Gran parte della bellezza del film, infatti, risiede nel modo in cui Godard e Truffaut costruiscono il protagonista Michel, interpretato in modo molto convincente … Continua a leggere Fino all’ultimo respiro – Jean-Luc Godard, 1960

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Pearl Jam Twenty – Cameron Crowe

Circa un anno fa e solo per un giorno, il 20 settembre 2011, usciva Pearl Jam – Twenty, regalo d’anniversario che Cameron Crowe (Almost Famous) dedica alla band. Ne ripropongo la recensione, già uscita per Cinema4stelle, per chi se la fosse persa e per chi ama i Pearl Jam almeno la metà di quanto piacciono a me. A vedere i primi concerti dei Pearl Jam … Continua a leggere Pearl Jam Twenty – Cameron Crowe

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Resident Evil: Retribution – P.W. Anderson, 2012

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Alice (Milla Jovovich) è un’ex gregaria della Umbrella Corporation, la più grande società farmaceutica al mondo che conduce gli esperimenti delle proprie ricerche sugli esseri umani. Una in particolare ha un esito devastante: quella che produce il T-Virus, che trasforma le persone in morti viventi ed è anche in grado di riportarle in vita. Ma questo è solo l’antefatto, il filo conduttore dei 4 film precedenti: Resident Evil, R.E. Apocalypse, R.E. Extinction, R.E. Afterlife, il primo girato interamente in 3D. Alice è la protagonista della saga e combatte contro la Umbrella Corporation per cercare di distruggerla, prima che sia proprio la società a uccidere lei e la sua squadra. Il fallimento significherebbe lasciare che l’intera razza umana sia trasformata in un esercito di zombie, che dal primo al quinti capitolo hanno progressivamente aumentato le loro doti fisiche e la loro furbizia. Resident Evil – Retribution è il quinto capitolo della saga, tratta dall’omonimo videogioco, e sembra che non sarà l’ultimo: com’era successo per gli episodi predecenti, un cliffhanger conclude la storia, pronta a ripartire con presupposti nuovi per chi non ha visto gli episodi precedenti, conosciuti per chi invece li ha visti, inseriti in ogni caso in un contesto diverso.

L’azione comincia con un riepilogo, un bello spiegone, che la stessa Alice racconta agli spettatori, in modo da non far sentire spaesati i neofiti. L’eroina deve riuscire, insieme ai suoi vecchi colleghi, a distruggere il computer centrale al comando della Umbrella, detto Regina Rossa, che sta dando la caccia a chiunque intralci i suoi piani e ha preso possesso del corpo di Jill Valentine (Sienna Guillory), ex alleata di Alice. La novità principale di Resident Evil: Retribution risiede nel fatto che la Umbrella ha creato una serie di ambienti su cui sperimentare i diversi tipi di virus, in cui il confine tra reale e immaginario non sempre si distingue. Continua a leggere “Resident Evil: Retribution – P.W. Anderson, 2012”

Il conformista – Bernardo Bertolucci, 1970

Sappiamo che non si giudica un film dai premi che ha vinto ma talvolta le giurie centrano il bersaglio, soprattutto se non sono quelle di Hollywood. Il conformista (Bernardo Bertolucci) ha vinto tutto: David di Donatello, Sutherland Trophy al British Film Institute Festival, nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e al Golden Globe per il miglior film straniero in lingua straniera, candidatura al Leone d’oro al Festival di Berlino, eccetera. Capisco il perchè e non posso negargli la lettera C della rubrica ABCinema-12cin3ma, alla terza recensione del primo giro.

Il conformista, che è riuscito a impressionare così tanti festival così diversi tra loro, racconta di un professore di filosofia, Marcello, promesso sposo di una borghese un po’ frivola. Deciso a costruirsi la sua vita normale, banale, conformista, intraprende una serie di azioni in contrasto profondo con questa sua vocazione. Entra in principio nell’OVRA, l’Organizzazione Volontari per la Repressione dell’Antifascismo, senza però esserne fermamente convinto o senza avere il pretesto del denaro a spingerlo, come si chiede anche il funzionario che lo recluta. La recitazione (eccezion fatta per Stefania Sandrelli, tanto carina ma troppo sopra le righe persino per il personaggio che interpreta) e la messa in scena confermano quest’assunto di base e ragalano alcuni momenti memorabili, uno dei quali è una delizia visiva e concettuale. Nel momento in cui Marcello, parlando col suo vecchio professore di filosofia antifascista, si rammarica di essere invece diventato fascista, la sua ombra scompare dal muro su cui era proiettata fino a un attimo prima. L’ombra sparisce perchè il professore chiude le ante della finestra, ma è lo stesso fascismo di Marcello che sbiadisce insieme con lei. «Un fascista convinto non parla così», lo rimprovera il professore, che forse sa già che sorte lo aspetta ma che prima cerca di ricordare chi era veramente Marcello e perchè è venuto in Francia a trovarlo. Continua a leggere “Il conformista – Bernardo Bertolucci, 1970”

Killing them softly – Andrew Dominik

Jackie Cogan è il nome del sicario che deve riportare l’ordine un una comunità criminale, dopo che due ladri improvvisati hanno rapinato una partita di poker, prosciugando le casse dei boss locali. Non basta: il loro mandante sfrutta una rapina che uno dei boss (Ray Liotta) aveva fatto in precedenza, imbrogliando i suoi compagni e confessando il fatto. Era ubriaco e tutti avevano creduto che schrezasse, ma un secondo colpo potrebbe incastrarlo definitivamente e distogliere i sospetti da chiunque altro.

Jackie Cogan è Brad Pitt, protagonista e produttore del film, che a detta del regista e sceneggiatore Andrew Dominik del film avrebbe accettato direttamente via sms. Non è semplice immaginare come dev’essere uno scambio di sms, ma grosso modo dovrebbe essere andata cosi. «Ciao Brad. Che ne dici di fare un film da Cogan, il noir di Higgins?». «Certo!». Sorpreso da una risposta così repentina, Dominik deve aver pensato che Brad Pitt lo prendesse per il culo, e anche il produttore che Dominik ha contattato ha rifiutato l’offerta. Peccato, ci ha pensato lo stesso attore a farlo e con discreto successo. Il film ha un merito, al di là delle performance convincenti di tutti gli attori – soprattutto quella di James Gandolfini, disgustoso in modo realistico e non da macchietta; al di là della storia, godibile e a tratti divertente, soprattutto per la critica politica e per freddure che apprezza chi mastica un po’ di cultura contemporanea statunitense. Continua a leggere “Killing them softly – Andrew Dominik”