Tutti i nostri desideri – Philippe Lioret, 2011

Locandina italianaQuando ci chiediamo perchè i finanziamenti pubblici al cinema italiano sono pochi e vanno spesso nelle tasche sbagliate, dovremmo chiederci anche perchè quelli francesi sono così abbondanti, come se il governo d’oltralpe sperasse di aumentare progressivamente la qualità dei suoi prodotti. A volte ci riesce: Tutti i nostri desideri fa parte di quest’insieme, seppure abbia rischiato di scivolare fuori.

La protagonista è Claire, un giovane magistrato alle prese con una causa apparentemente persa in partenza: un istituto di credito se la prende con Cèline, madre sola di due bambine e indebitata fino al collo anche a causa della pubblicità ingannevole che questi istituti fanno, apparendo giustamente come degli squali. Claire e Cèline, comunque, si conoscono anche al di fuori del tribunale: le loro figlie frequentano la stessa scuola, motivo per il quale Claire prende a cuore il caso della donna e ragion per cui conosce il suo collega Stéphane, in passato impegnato anche lui in processi del genere. Il dramma principe della storia, però, è un altro: a poco tempo dall’inizio del film Claire scopre di avere un tumore al cervello, per il quale esistono solo due rimedi: la chemioterapia, per allungarle la vita di qualche mese; la morte, per porre fine prematuramente ma più dignitosamente all’agonia. Claire preferisce la seconda e decide di nascondere tutto al marito, che non crede capace di reggere alla notizia, e imbarcarsi in un’odissea cui tiene testa per molto tempo. Un segreto del genere, però, bisogna pur condividerlo con qualcuno.

Tutti i nostri desideri è ispirato al romanzo Vite che non sono la mia (Emmanuel Carrère) e racconta come desiderare fortemente di cambiare il mondo, nel proprio piccolo, possa spingere le persone a lottare al di sopra delle loro apparenti possibilità. Il confine tra umanità e realismo dei personaggi e melensaggine è sottile, difficile da individuare, ma in questo caso non viene attraversato. I dialoghi, infatti, non sono mai sopra le righe: semmai peccano talvolta di un’imitazione della routine che annoia, pur essendo una precisa scelta di stile. Claire e il suo prezioso compagno d’avventure Stéphane, poi, come gli altri personaggi, sono costruiti a tutto tondo e risentono in modo credibile delle svolte della storia, accompagnata da una regia funzionale e discreta. Il rapporto nato tra i due racchiude l’essenza del film: non tutti i nostri desideri possono avverarsi, ma ce ne sono alcuni su cui abbiamo un potere che neanche immaginiamo.

Ho già pubblicato questa recensione su Cinema4Stelle.it

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